Translate

domenica 6 novembre 2016

Bernardino Luini: grande pittore di scuola rinascimentale lombarda



Bernardino De Scapis, detto Bernardino Luini è stato un grande pittore italiano, molto attivo anche sul territorio lariano e di scuola rinascimentale lombarda appartenente al gruppo dei Leonardeschi. L’artista divenne famoso principalmente per i suoi dipinti murali in Lombardia e nel Ticino, realizzati  con maestria eccezionale e raffiguranti figure maestose ma composte con grande armonia, dove spesso le figure femminili sono decisamente belle, aggraziate ma con gli occhi leggermente strabici. Il suo nome era De Scapis, ma successivamente Bernardino assunse Luini come nome d'arte. Questo nomignolo gli fu probabilmente suggerito dalla vicinanza del suo luogo natale alla cittadina di Luino sul Lago Maggiore. Il pittore nacque intorno al 1480 nel rione di Runo dell'attuale comune di Dumenza in provincia di Varese. Bernardino Luini fece il suo apprendistato nella fabbrica del Duomo a Milano , visto che il padre lavorava in città. Le prime testimonianze certe dei suoi lavori risalgono agli inizi del 500: l’interno della chiesa di san Pietro a Luino ospita “l’Adorazione dei Magi" una delle sue prime prove ad affresco. Un affresco nella chiesa della Santa Beata Vergine del Soccorso a Gerenzano in provincia di Varese e la pala “Madonna col bambino e due santi”conservata al Museo Jacquemart-Andre di Parigi risalgono probabilmente al 1507. Nel 1512 realizza la "Madonna col Bambino, due angeli musici e storie di San Benedetto" ordinatogli dai monaci dell'abbazia di Chiaravalle.



A Ponte in Valtellina la parrocchiale di San Maurizio riporta nella lunetta sovrastante il portale maggiore un affresco con la "Madonna col Bambino e san Maurizio". La sua fama cominciò a crescere in modo esponenziale ed ottenne numerosi incarichi sia dalla chiesa che da ricchi privati e nobili. Nella prima metà del 500 l’artista realizza un ciclo di affreschi per la casa del nobile Gerolamo Rabia e per la sua famiglia con temi riguardanti l'antico testamento e decora anche la residenza milanese del nobile con le “Metamorfosi “del poeta latino Ovidio e le “Storie di Cefalo e Procri “dalla saga dell'Anfitrione del commediografo Plauto. Questi affreschi furono in seguito staccati dalle pareti e oggi si trovano nella Gemälde galerie di Berlino e nella National Gallery of Art di Washington. In questo periodo Bernardino Luini si reca anche a Roma per studiare da vicino le opere di Raffaello e affinare la sua tecnica traendo ispirazione dal grande maestro. Appartengono a questo periodo diverse opere molto simili stilisticamente a quelle del noto pittore, come ad esempio la rappresentazione di Santa Caterina.
Dal 1520 al 1523 realizzò “Storie dall'Esodo e Storie di Apollo e Dafne “: degli affreschi presso Villa della Pelucca a Sesto San Giovanni che furono successivamente rimossi e si trovano in parte nella Pinacoteca di Brera a Milano. Sempre in tema di affreschi negli anni 1525 completa una serie sulla vita della Vergine e di Cristo per il santuario di Santa Maria dei Miracoli a Saronno in provincia di Milano e nello stesso anno termina l'affresco della controfacciata di Sant' Abbondio a Como. 



Nel 1529 Luini dipinge una delle sue più importanti opere d'arte, l'affresco della Passione e Crocifissione in Santa Maria degli Angeli a Lugano.
Ad oggi sono circa 700 le opere attribuite a Bernardino Luini e molte forse saranno sparse in giro per il mondo… ad ogni modo la pinacoteca di Brera a Milano raccoglie oggi la maggior parte dei suoi dipinti.
L’artista muore a Milano nel 1532 lasciando in eredità la sua arte al figlio Aurelio che seguirà le orme del padre diventando pittore ed esponente del tardo manierismo milanese.

La cattedrale di Como ospita la pala di San Girolamo realizzata intorno al 1520, detta anche pala Raimondi. Il dipinto presenta il tema della "sacra conversazione": la Madonna con Bambino siede in trono sullo sfondo di un'abside circondata da Santi e l'Adorazione dei Pastori di Bernardino Luini sulla parete della quarta campata di sinistra.








Francesco Capiaghi: grande pittore comasco e protagonista della pittura di paesaggio dell’Ottocento



Oggi andiamo ad approfondire la nostra conoscenza verso un grande protagonista della pittura di paesaggio dell’Ottocento.

Francesco Capiaghi nasce a Como il 20 luglio 1831. Trascorre la sua infanzia con le sorelle Francesca, Margherita e Carolina inizia a lavorare con il padre presso il laboratorio Capiaghi: una ditta artigianale specializzata nella tecnica della doratura e dell’intaglio. Nel 1850 Francesco si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove frequenta inizialmente i corsi della scuola di Ornato e dal 1851 quelli della scuola di Paesaggio diretta da Giuseppe Bisi. Terminati gli studi ottiene la patente di insegnante di disegno e si presenta al pubblico nel 1855 a Milano nelle prestigiose sale Brera e a Como nelle sale del Teatro Sociale, dove viene allestita la prima esposizione lariana. Inizia così la sua brillante carriera di pittore di paesaggio e insegnate di disegno presso diverse scuole comasche. L’artista riscuote molto successo e riceve molti allievi anche nel suo studio privato. Nel 1861, con opere ispirate al tema delle vedute dei laghi e panorami lombardi, partecipa alla prima esposizione nazionale italiana a Firenze e in seguito a quella di Napoli del 1877. La sua attività si intensifica nel corso degli anni settanta dell’Ottocento con la produzione di una serie di dipinti dedicati al paesaggio lacustre . 


Nello stesso tempo l’artista si dedica anche all’uso della tecnica fotografica come strumento per documentare le campagne di restauro che interessano i più celebri monumenti cittadini e apre un vero e proprio atelier la “Fotografia Artistica” attivo fino alla fine degli anni settanta dell’Ottocento. In questi decenni le sue ricerche pittoriche si attestano sulle figure di Achille Formis, Giovan Battista Lelli e Gaetano Fasanotti, attivi sul territorio lariano nel corso degli anni settanta e ottanta dell’Ottocento. Francesco Capiaghi si dedica anche alla litografia che gli consente di rispondere alla richiesta di prototipi più seriali da utilizzare per le lezioni e i corsi ai suoi numerosi allievi. Un altro tema caro al pittore per il ricordo ancora vivo degli eventi che lo avevano visto protagonista è quello della storia risorgimentale e unitaria a cui si accosta in due diversi momenti della sua attività raffigurando prima l’episodio San Fermo presso Como. Fatto d'armi del 27 maggio 1859 esposto alla mostra di Brera del 1863 e successivamente in occasione delle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario del 1848 con il dipinto La resa degli austriaci 22 marzo 1848 . 



Realizzato nel 1898 il dipinto rappresenta anche l’ultima apparizione pubblica dell’artista segnata da un notevole successo presso i contemporanei per l’immediatezza e la capacità dimostrata a distanza di anni nel rendere vivo un episodio della storia cittadina. 
Il pittore termina così la sua lunga e proficua carriera il 5 settembre 1898.
Recentemente è stata dedicata una mostra al pittore Francesco Capiaghi, allestita nella pinacoteca e nelle due sedi collegate nella sala "Duomo" del museo civico di Palazzo Giovio e nella sala cataloghi della biblioteca comunale  di Como curata da Maria Angela Previtera

Alois Arnegger: grande maestro del paesaggio


Alois Arnegger è stato un noto pittore austriaco, maestro del paesaggio e ritrattistica che richiama nelle bellissime tele,buna tecnica che può considerarsi molto vicina all’impressionismo.

L’artista nacque a Vienna nel 1879 e ha studiato arte presso l'Accademia di belle arti della sua città, sotto la guida del grande paesaggista Robert Russ e di August Eisenmenger. Agli inizi della sua carriera Arnegger si focalizzò sui paesaggi austriaci. Le sue opere erano centrate su scenari naturali: montagne, boschi ma spesso includevano anche scorci di paesi. Nel 1920 Arnegger visitò l'Italia e rimase affascinato dai suoi panorami soprattutto di quelli costieri. Proprio grazie al Bel Paese, Arnegger imparò ad apprezzare il vedutismo sotto diversi aspetti e la voglia di proporre nuovi soggetti sulle sue tele.
In seguito al suo viaggio l’artista ritrasse in alcuni dei suoi dipinti le coste di Napoli e Capri. Successivamente soggiornò in Lombardia della quale ritrasse i laghi e alcuni paesaggi. Il Lago di Como non poteva certo mancare essendo di una bellezza unica al mondo. Le sue opere sono splendide dipinte con sublime maestria, ricche di luci e di vita. Un artista di grande talento apprezzato da critica e pubblico.
Tornato in Austria, Arnegger si dedicò nuovamente ai paesaggi viennesi chiudendo la parentesi dedicata all’estero.
Artista talentuoso, dal tratto delicato e dal gusto cromatico sopraffino, Arnegger fu anche un padre modello, che istruì il figlio Gottfried alla pittura introducendolo nel mondo dell’arte.
Arnegger dipinse fino alla morte avvenuta a Vienna nel 1936.
Le sue opere sono conservate in numerose collezioni d'arte pubbliche e private in tutto il mondo: a Vienna, Amsterdam, Parigi, Stoccolma, Monaco, New York, Chicago solo per citarne alcune.



Maria Rollo: paesaggi lariani





Maria Rollo è nata a Bernalda un paesino della Basilicata nel 1961 ma si trasferisce e vive a Como. Fin da giovanissima è affascinata dal mondo della pittura come mezzo per esprimere le sue emozioni. Successivamente l' artista affina la sua tecnica ad olio ma incontra la necessità di nuovi stimoli, nuove ricerche ed ha necessità di andare oltre con la sua pittura, di esplorare nuove idee. 
Così dopo aver assistito ed amalgamato nel corso degli anni diverse visioni pittoriche l’artista si crea propria una tecnica particolare: una miscela di colori acrilici con materiali di edilizia che durante la stesura su tela o su tavola riescono a dare al soggetto un aspetto vivo, corposo e materico. Corolle di fiori diventano protagonisti assoluti su sfondi lisci e colorati; papaveri, girasoli, fiordalisi, ninfee...e tanti altri si susseguono in questa sua nuova espressione pittorica ed in esse ritrova entusiasmo e voglia di fare. 



I quadri di Maria Rollo emanano e fanno trasparire la sua dolcezza, la sua sensibilità manifesta, ma anche il suo carattere forte, creativo e deciso.

Il territorio lariano con i suoi bellissimi laghi ha sicuramente ispirato l’artista per i suoi paesaggi ricchi di luce. Il nostro blog ama l'arte e gli artisti che rappresentano, vivono e amano il Lago di Como.

Abbiamo preso le informazioni dal blog di Maria Rollo e vi lasciamo il suo link per poterlo visitare e per entrare in contatto diretto con l’artista per avere informazioni sulle sue opere.

martedì 25 ottobre 2016

I fantasmi del Lago di Como



Si avvicina la notte delle streghe, perciò vogliamo dedicare un post ai fantasmi del Lago di Como. In tutti luoghi ricchi di storia e che hanno visto il susseguirsi di epoche differenti esistono leggende e racconti che citano fantasmi, spettri ed apparizioni. Il nostro bellissimo lago è colmo di ville d’epoca meravigliose ed alcune hanno un passato molto misterioso… Inizieremo con un castello molto antico: il Castello di Vezio a Perledo. Già il suo nome Vezio che significa “vecchio” ci fa capire che stiamo parlando di una costruzione molto antica che risalirebbe al 195 a.C. In questa zona vivevano i galli, fino a che non furono annessi alla civiltà romana Grazie alla sua posizione dominante il castello di Vezio divenne un luogo difensivo di assoluta importanza. Nel 600 divenne dimora della regina longobarda Teodolinda, donna molto cattolica ed amata dalla chiesa.
La leggenda narra che questo luogo fu una delle sue ultime dimore e, sebbene morì e fu seppellita a Monza, si racconta che il suo spirito restò in queste mura e che nelle notti scure e senza luna lo si veda vagare per i corridoi e sulla torre del castello. Gli attuali gestori raccontano ancora oggi la storia e ne valorizzano l’importanza anche grazie a delle sculture di gesso e cartapesta che ricordano appunto un fantasma. Il castello si può visitare, non è molto grande ma gode di una vista che vi lascerà senza fiato. Inoltre ospita un centro di cura e addestramento per rapaci che permette al pubblico di conoscere, apprezzare e sostenere l’ antica arte della falconeria. Tornando ai fantasmi abbiamo cercato di raccogliere notizie dagli abitanti del posto ed un signore anziano molto simpatico ci ha confidato che suo nonno ricordava i racconti di molte persone risalenti soprattutto all’ottocento, quando il castello era di proprietà della famiglia Serbelloni, che sostenevano di aver visto una figura chiara esporsi dalla torre del castello in più occasioni durante le notti senza luna.



Ora passiamo ad una delle ville più famose del Lario… Stiamo parlando di Villa d’Este a Cernobbio. Oggi è un hotel a cinque stelle super lusso che ospita divi di Hollywood, politici, meeting e congressi di importanza internazionale, ma sappiate che nella villa si sono verificati anche fatti poco felici. L’origine del fantasma di villa d’Este nasce da un furto. La storia narra che negli anni 40 un ladro uccise una ricca signora per rubarle i gioielli e che arrivò a mozzarle le dita per recuperare i preziosi gingilli. La leggenda vuole che nelle notti di luna piena, la splendida figura della signora si aggiri per il parco alla ricerca dei suoi assassini per farsi restituire le dita mancanti. Anche in questo caso abbiamo chiesto a molti cernobbiesi e anche qui due o tre persone anziane ci hanno detto che qualcuno l’aveva vista. Uno di loro ci ha raccontato che un parente la vide aggirarsi all’interno delle rovine del castello presente nel parco dell’hotel e visibile anche dalla strada… Non contenta ed avendo molti contatti con clienti che visitano l’hotel da tempo immemorabile, sono andata ad indagare, ma non ho avuto molta fortuna. Nessuna traccia di avvistamento.. però devo dire che alcuni (che conoscevano la storia) mi hanno confidato che non amavano girare nel parco nelle notti di luna piena per paura di incontrarla .. Ci tengo a sottolineare che vivendo e lavorando da 40 anni a Cernobbio ho stabilito molti rapporti di amicizia e duraturi con tantissimi degli ospiti dell’albergo.. Giusto per far capire che non sono andata a dare fastidio agli ospiti in vacanza.Tuttavia una sera sono andata a cena a Villa d’Este… in una splendida notte estiva con tanto di luna piena ed ho gironzolato per il parco... Vi assicuro che questo luogo ha un fascino davvero unico! Capisco i turisti che adorano questo posto.. è davvero incredibile con o senza fantasma...



Restando a Cernobbio ho sentito parlare anche di una fantasma a Villa Erba, che farebbe le sue apparizioni sulla bellissima torre della villa antica, ma purtroppo non sono in molti a conoscere questa vicenda o meglio sono pochi quelli che ne conoscono i dettagli… Ho parlato con molti residenti da generazioni e molti lo hanno sentito nominare, ma nessuno mi ha saputo dare dettagli.

Stessa cosa vale anche per la villa che segue.. se dalla Riva di Cernobbio guardiamo verso l’altra sponda si vede la suggestiva Villa Troubetzkoy. Ora non so da dove nacquero questi racconti, ma ricordo che quando eravamo bambini ci dissero che la casa era stregata... storie misteriose legate ai fantasmi e c'era anche la versione con le bambole assassine... Forse era solo suggestione visto che la villa si presta benissimo al mistero grazie al suo aspetto decisamente originale. Inoltre era perennemente chiusa. Tute le finestre erano serrate. Ribadisco che non so chi creò questo mito di casa stregata.. ma ricordo che da bambini la osservavamo dalla piscina di Cernobbio con molto rispetto e un po’ di paura… e cercavamo di scorgere i cambiamenti soprattutto alle finestre.


Sempre in zona vi riproponiamo la storia della Bella Ghita e dell'avvistamento del fantasma di questa giovane fanciulla, che tornando da una visita ai parenti di Cernobbio sarebbe stata aggredita da un delinquente. Per sfuggire al suo aggressore lei si lanciò, lui la seguì e cadde  nel lago. La fanciulla invece si salvò restando impigliata tra gli alberi e i rovi grazie alle sue vesti. Nel 1946 venne riportata la notizia dell'avvistamento del fantasma di Ghita da un quotidiano locale con tanto di prove fotografiche di una leggiadra creatura bianca ondeggiante nei pressi del lago. A fine articolo vi ripubblicheremo il post. 

Andiamo  a Moltrasio dove, nella prima metà dell’ottocento, pare che una delle ville che costeggiano il lago fosse frequentata spesso dalla consorte del principe di Galles e dal suo amante. In una notte estiva uscirono in barca sul lago attratti dalla bellezza di quella limpida serata con una splendida luna piena… e si racconta che la barca non fece mai ritorno.. Venne ritrovata alcuni giorni dopo distrutta e senza traccia dei due innamorati. Molti sono i racconti che si tramandano da generazioni che affermano che nelle belle serate estive si sentano i lamenti di due persone, un uomo e una donna, provenire dal lago.

Ci spostiamo dall'altra parte del lago in zona Blevio perché a quanto pare qui risieda il fantasma di Giuditta Pasta. Giuditta Pasta era la prima donna del Teatro alla Scala ed amava ritirarsi a Blevio nei periodi di riposo. Bellissima la storia di Vincenzo Bellini, suo grande ammiratore che risiedeva a Moltrasio e che si recava in barca sotto le finestre della cantante, precisamente a Villa Roccabruna. Oggi questa villa ospita il resort di lusso Casta Diva, un luogo meraviglioso che rievoca tutta la magia di quell'epoca. Ad ogni modo sembra che il fantasma di questa donna eccezionale ami ancora il Lario e pare ancora lì e che sia stata avvistata in una villa vicina (non diciamo il nome) abitata dalla cantante Ivana Spagna. La cantante stessa ha affermato di aver visto il fantasma.



Proseguiamo in direzione nord per parlare di altri fantasmi : La Pliniana a Torno. Questa villa è magnifica credetemi. Avvicinarsi con la barca e guardare la sua maestosità dal lago è qualcosa di spettacolare, soprattutto in autunno con il cielo grigio e i colori della natura circostante che iniziavano a cambiare. Anni fa la villa era un po’ in decadenza e il fascino legato al mistero era decisamente amplificato. Oggi la villa ospita un residence di lusso. Comunque intorno a questo luogo aleggia ancora oggi la leggenda del fantasma che disturbava il suo primo proprietario, il governatore di Como Giovanni Anguissola, morto nel 1578. In modo particolare si racconta del fantasma del nobile Farnese, duca di Parma e di Piacenza che perseguitava il conte durante la notte con urla agghiaccianti, le stesse urla che lanciò quando fu assassinato da un delitto ideato proprio da Anguissola.
Il Conte era stremato da quest’incubo e una notte, sentendo il fantasma bussare al portone a lago, cercò di acchiapparlo, ma nell’atto di cattura scivolò nelle acque scure del Lario da dove si dice non sia mai più risalito. Nel 2013 dei sub, durante un’immersione di fronte alla villa ritrovarono una vecchia spada ossidata. Che fosse del conte??? Comunque ricordiamo anche un altro fatto ricco di fascino e mistero, quello della sorgente intermittente che sgorga da una roccia all'interno della villa e che fu visitata da Plinio e da Leonardo da Vinci, oggi nascosta e racchiusa dall'edificio. Inoltre c'è un altra bella storia: moltissima gente sostenne in passato di vedere fantasmi ebbene non erano pazzi ma non fu nulla di paranormale: il principe Enrico Belgioioso, era solito utilizzare la villa per i suoi incontri amorosi con Anna Berthier, principessa di Wagram e moglie del Duca di Plaisance. Ogni giorno, allo scoccare della mezzanotte, i due amanti si avvolgevano insieme in un lenzuolo bianco per tuffarsi dall'alto della loggia nel lago. La gente che viveva sulla sponda opposta pensò di vedere spiriti, ma erano le fughe teatrali dei due amanti.. 



Salendo a Nord e precisamente a Dongo si racconta di un’altra donna guerriera che ami attraversare il paese nelle notti di tempesta al galoppo. Come sempre abbiamo chiesto, soprattutto alle persone anziane e a coloro che abitano la zona da generazioni e una signora ci disse che sua nonna credeva a questa storia non perché avesse visto il fantasma, ma avrebbe udito più di una volta il rumore degli zoccoli di un cavallo sebbene non ci fosse nessuno sulla strada.

Spostiamoci a Como e parliamo del Castello di Baradello una delle opere architettoniche lasciate in Italia da Federico I . La cripta del maniero fu adibita a stanza delle torture soprattutto per quelli che erano accusati di stregoneria. Nel 1233 iniziò la lotta tra i Torriani e i Visconti e nel 1277, nella battaglia di Desio, i primi vengono sconfitti e Napo Torriani imprigionato ed appeso in una gabbia al Baradello, dove morì dopo 19 mesi di prigionia. Si narra che il suo fantasma si aggiri ancora agonizzante tra le mura della torre, così come anche quello di molti altri sventurati che vennero torturati e uccisi nella torre durante quegli anni. 


Ed ora lasciamo per concludere in bellezza proponiamo una villa davvero misteriosa anche se non è sul lago. Pensate che è una delle sette dimore abbandonate più infestate dai fantasmi non solo in Italia ma al mondo. E’ sicuramente più famosa negli USA che in qui, forse perché molti americani sono appassionati e affascinati dal paranormale. Stiamo parlando della spettrale Villa De Vecchi . Non so se crediate o no a queste cose, ma comunque questa casa fa già paura in foto :-). Questa dimora si trova in Valsassina, a Bindo, frazione di Cortenova (Lecco). Fu progettata dall’architetto Sidoli su commissione del Conte Felice De Vecchi, un grande patriota rinascimentale, capo della Guardia Nazionale dell’epoca a attivo nelle Cinque Giornate di Milano e all’ assedio di Gaeta nel 1861. I lavori di costruzione cominciarono nel 1854 e terminarono nell’estate del 1856.Parte della villa fu costruita con l’arenaria rossa, alla quale si deve uno dei suoi soprannomi: “La Casa Rossa” ed erano rossi erano anche i pavimenti, alcuni dettagli dei bellissimi affreschi che decoravano le pareti interne e i soffitti. Una dimora veramente insolita e molto spaziosa strutturata su cinque piani: c’erano infatti i sotterranei, adibiti a cantine, cucine e lavanderie. Al piano terra si trovavano invece le sale da pranzo e le stanze degli ospiti. Al primo piano c’erano le stanze padronali. Il secondo piano era usato per la servitù. E all’ultimo piano, nel progetto originale, doveva essere posizionato un osservatorio astronomico, che però non fu mai costruito. Vicino alla villa fu edificata anche la casa del custode, fatta costruire dal Conte attorno al 1860. Il conte De Vecchi era un appassionato estimatore dell’Oriente e della cultura mediorientale e questa passione è stata trasferita all’ architettura della casa ed presente ovunque negli archi del porticato, nel disegno delle finestre, nell’ intonaco esterno e nella cupola. Qui vi si trasferirono i custodi, la famiglia Negri. Tutt’intorno alla Villa fu creato poi un magnifico parco di 130 mila metri quadrati, con piante provenienti da tutto il mondo e venne costruita anche una fontana antistante la casa. Ebbene in questa dimora decadente e deturpata da vandali le testimonianze della presenza di fantasmi sono elevatissime e ci sono davvero moltissimi testimoni che affermano di aver sentito rumori, voci e suoni.
Qui abbiamo davvero un sacco di testimonianze. Dai racconti popolari è emerso che soprattutto durante le notti si odano voci e lamenti. Durante il solstizio d'estate si possa udire un lamento femminile molto chiaro proveniente dall'interno che probabilmente appartiene all'amante dello storico proprietario, che morì in questa casa. Inoltre si racconta che la villa fu luogo di numerose morti e di suicidi a cui le autorità non sono riuscite a dare una descrizione accurata .Oltre alle grida e ai lamenti sono moltissimi quelli che sostengono di aver sentito il suono di un pianoforte e nella villa è presente lo “scheletro” di questo strumento musicale. Ho conosciuto una persona che sostiene di averlo sentito bene e che si è pentito di non aver registrato un video con lo smartphone a conferma della propria teoria. Suggestione o no Villa De Vecchi è conosciuta in tutto il mondo e sinceramente ha un fascino terrificante. Però dispiace comunque vedere un edificio tanto bello che sta andando in rovina. La Casa Rossa è abbandonata, i muri esterni ricoperti di piante e quelli interni corrosi dall' umidità e purtroppo imbrattate da graffiti. La casa non è agibile ed è pericolante e non si può visitare. 




Per ora è tutto ma continueremo a cercare indizi su altre affascinanti e misteriose storie di fantasmi!!!
Buon halloween a tutti voi!!!