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domenica 18 giugno 2017

Giò Ponti: orgoglio italiano



Oggi parliamo di un mostro sacro! Per tutti gli appassionati di architettura , arte e design. Un uomo straordinario che ha contribuito a rendere famosa l’Italia nel mondo. Giovanni Ponti, detto Giò. Nasce a Milano nel 1891 ed è stato un designer ed un architetto italiano che condusse una carriera brillante partecipando attivamente alla rinascita del gusto, della bellezza e del design italiano d’eccellenza del dopoguerra.

Giò Ponti si iscrisse al liceo,  ma i suoi studi ebbero un’interruzione e ripresero dopo la prima guerra mondiale. Si laureò in architettura presso il Regio Istituto tecnico superiore nel 1921. Nello stesso anno incontrò l’amore e si sposò con Giulia Vimercati, una nobile di famiglia brianzola da cui ebbe ben quattro figli: Lisa, Giovanna, Letizia e Giulio. 



In quegli anni aprì uno studio con gli architetti Emilio Lancia e Mino Fiocchi e collaborò con gli ingegneri Antonio Fornaroli, Eugenio Soncini e Gioacchino Luigi Mellucci. Due anni dopo partecipò alla I Biennale delle Arti decorative a Monza e fu coinvolto attivamente nell’organizzazione delle triennali di Milano. In questi anni molto prolifici avviò anche la sua attività di designer per Richard Ginori e con le sue stupende ceramiche vinse il "Grand Prix" all' esposizione internazionale delle arti decorative a Parigi nel 1925. Artista e creatore instancabile ebbe tempo per dedicarsi anche all’editoria fondando nel 1928 la rivista Domus, una testata che insieme a Casa Bella rappresentò una sorta di fulcro culturale in tema architettura e design italiano per tutta la seconda metà del Novecento. La rivista nasce sotto il prezioso consiglio del grande giornalista Ugo Ojetti. Sempre nello stesso anno realizza stoffe tessuti e tappeti per la scuola di Cernobbio. Negli anni trenta si dedicò alla Triennale di Milano giunta alla sua quinta edizione e realizzò costumi per la Scala di Milano. Giò Ponti era un punto di riferimento a livello nazionale per tutto ciò che riguardava il design e ricevette numerosi premi sia nazionali che internazionali che lo portarono a diventare professore di ruolo alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano nel 1936. Negli anni quaranta fonda la rivista Stile. 



Negli anni cinquanta si unisce a Fornaroli e ad Alberto Rosselli e nasce lo studio Ponti-Fornaroli-Rosselli ove iniziò il periodo lavorativo più intenso e fecondo di questo incredibile designer. Giò Ponti abbandonò i frequenti temi legati al neoclassico del passato e iniziò a guardare al futuro con idee innovative, fresche e giovanili. Giò Ponti ha disegnato moltissimi oggetti nei più svariati campi, dalle scenografie teatrali, alle lampade, alle sedie, agli oggetti da cucina, agli interni di navi. Un artista che mostra un design accattivante e all’avanguardia, uno stile unico e particolare apprezzato e ricercato dai grandi esperti e collezionisti d’arte. Un architetto incredibile basta nominare uno dei simboli indiscussi di Milano: Il grattacielo Pirelli, solo per citarne uno.. Un orgoglio italiano che merita di essere esaltato. Gio Ponti muore a Milano nel 1979.

Ne abbiamo parlato perché questo incredibile maestro è stato legato anche al nostro territorio lariano ma per approfondire la sua conoscenza vi consigliamo di visitare il sito http://www.gioponti.org/it/

Qui troverete ogni informazione in merito. Abbiamo aggiunto questo post per i numerosi lettori dei questo blog (americani e russi ) che ci hanno scritto in forma privata nominando in grandissimo Giò Ponti per testimoniare che l'eccellenza italiana è sempre ammirata e ricercata a livello internazionale. 






Non è il cemento, non è il legno, non è la pietra, non è l’acciaio, non è il vetro l’elemento più resistente. Il materiale più resistente nell’edilizia è l'arte...

Giò Ponti

sabato 10 giugno 2017

PAROLARIO 2017: Diamo i numeri! 15-24 giugno 2017 Como-Cernobbio-Brunate



Si rinnova anche quest’anno l’appuntamento con il festival letterario Parolario… “Diamo i numeri!”, un evento con un ricchissimo programma con un
centinaio di appuntamenti interessanti: incontri con scrittori, filosofi, poeti, giornalisti, film, concerti ed eventi per bambini.

Una kermesse letteraria dedicata ai libri e alla cultura che si svolgerà a Como, Cernobbio e Brunate dal 15 al 24 giugno 2017. La sede principale sarà Villa Olmo a Como, con incontri organizzati anche a Villa del Grumello e Villa Sucota a Como: a Villa Bernasconi a Cernobbio e nella biblioteca di Brunate . La serata inaugurale, giovedì 15 giugno, avrà un ospite speciale, Jeffery Deaver, scrittore statunitense di cui thriller bestseller famoso in tutto il mondo. Tra gli ospiti: l'imprenditore Oscar Farinetti, il giornalista Emiliano Fittipaldi, lo storico dell'arte Flavio Caroli, Milly Carlucci, Sveva Casati Modignani, Marcello Simoni, Gianni Clerici, Andrea Vitali, Silvia Vegetti Finzi, Stefano Benni, Leonardo Caffo, Lucetta Scaraffia, Massimo Fini, Maurizio Nichetti, Guido Maria Brera, Edoardo Nesi, Achille Mauri e molti altri..
Inoltre saranno a disposizione molte aree tematiche che faranno da fil rouge ai numerosi altri incontri in programma.



Matematica e scienza
Lo scrittore Marco Malvaldi, conosciuto soprattutto come giallista, questa volta parlerà della matematica e della sua rivoluzionarietà; il fisico Guido Tonelli condurrà un viaggio irripetibile, al cospetto di fenomeni straordinari nelle galassie; lo storico della scienza Marco Ciardi esplorerà la teoria degli antichi astronauti, secondo la quale alcune antiche civiltà umane sono entrate in contatto con civiltà extraterrestri; sempre di scienza si occuperà il giornalista del Corriere della Sera, Giovanni Caprara, raccontando il passato e i progetti attuali e futuri per raggiungere Marte; il medico Giorgio Cosmacini parlerà di “Materia e infinito visti da un medico filosofo”. Un altro medico, Giuseppe Remuzzi, farà penetrare il pubblico nei misteri di geni, cervello, batteri e nuovi farmaci, mentre tecnologia e fisica (vista, però, da una diversa angolatura) saranno i temi al centro degli interventi di Paolo Bellini e Michela Prest, organizzati in collaborazione con Teatro Sociale di Como AsLiCo, nell’ambito di “Focus Ettore Majorana. Cronache di infinite scomparse”.

Tra scienza e filosofia
“Il mondo pensato” è il ciclo di incontri tra scienza e filosofia realizzato in collaborazione con la Fondazione Alessandro Volta di Como, che intende esplorare alcuni degli intrecci contemporanei tra scienza e filosofia, riflettendo su questioni cruciali come la natura del cosmo, quella del libero arbitrio, e il rapporto tra razionalità scientifica, creazione artistica ed esperienza religiosa. Protagonisti degli incontri saranno Paolo Zellini con “La matematica degli dei, gli algoritmi degli uomini”, Nicola Canessa su “Il cervello sociale. Tra norma e patologia”, Andrea Tiengo con “Onde gravitazionali: una nuova finestra sul cosmo” e Piergiorgio Odifreddi su “Il matematico, l'artista, lo scienziato”.
Tutti gli incontri saranno condotti da Alfredo Tomasetta. Poesia
Il primo appuntamento poetico di Parolario 2017 sarà con Guido Catalano a Brunate: "Mi piacerebbe bere con te una birra guardando il tramonto a Brunate” è il significativo titolo dell’incontro, che sarà preceduto da un apericena con l’autore a cura della Pro Brunate. Poi, due passeggiate: una creativa, in collaborazione con Fondazione Alessandro Volta, che attraverserà i luoghi di Como che contribuirono ad avvicinare due grandi personaggi come Alessandro Volta (pochi sanno che scrisse versi fin da ragazzo) e Ugo Foscolo; e una poetica, “Cedi la strada agli alberi”, nel parco di Villa del Grumello con Franco Arminio, poeta e “paesologo”, che leggerà le sue poesie. Un altro grande poeta, Giampieri Neri, presenterà il suo nuovo libro “Via Provinciale”, uscito nell’anno del suo novantesimo compleanno.
A questi incontri, tutti curati da Pietro Berra, si aggiunge anche quello con una poetessa di origine comasca ma che da anni vive a Berlino: Nicoletta Grillo.

Green
Parolario esplora da molti anni il legame con il verde e la natura legato al ai giardini e al paesaggio. Si svolgerà un incontro con Stefano Mancuso, scienziato di prestigio mondiale, che spiegherà come, per migliorare la nostra vita, non possiamo fare a meno di ispirarci alle piante, che sono organismi sociali sofisticati ed evoluti in grado di offrire la soluzione a molti problemi tecnologici. Oltre a lui, ci saranno l’architetto paesaggista Filippo Pizzoni; poi Michael Jakob per un viaggio sorprendente attraverso i giardini e le epoche, dalla Toscana rinascimentale alla Francia del Settecento, dalla Russia degli anni Venti ai paesaggi industriali della contemporaneità; Elena Macellari, con le storie delle donne botaniche italiane del Novecento, poco conosciute al grande pubblico; e la giornalista Mimma Pallavicini con le storie verdi del maestro giardiniere.



Parolario Food
Può mancare il cibo? Asolutamente no e tra gli appuntamenti non poteva certo mancare Davide Paolini, il “Gastronauta”, che presenterà il suo impietoso e divertente libro “Il crepuscolo degli chef”, ma nemmeno degli approfondimenti su uno stile di vita che sta prendendo sempre più piede, quello vegetariano/vegano, che sarà affrontato in due modi: dal punto di vista pratico con lo chef Cristiano Bonolo che racconterà ricette e segreti della cucina vegetariana/vegana, e dal punto di vista storico-sociale, con Alberto Capatti che racconterà la storia delle avanguardie vegetariane in Italia, dal regime fascista in poi. Infine, la giornalista Manuela Porta insegnerà l’arte del riciclo in cucina con idee per realizzare ricette ricche con ingredienti poveri.


Parolario in... giallo
Oltre all’incontro con Jeffery Deaver e quello con Marcello Simoni, saranno molti gli appuntamenti a tinte gialle, a partire dalla coppia Monaldi&Sorti, che con i suoi thriller storici ha scalato le classifiche internazionali. Poi Rosa Teruzzi con la seconda avventura delle tre investigatrici milanesi Libera, Vittoria e Iole, Giovanni Ferrari che presenterà il secondo volume dei gialli di Comocuore, e la giornalista Antonella Crippa con un libro che analizza l’opera della scrittrice di thriller P.D. James.


Da segnalare anche altri incontri con tematiche varie e diversificate, come quello con Serena Bertolucci e Mauro Felicori (direttore della Reggia di Caserta) che porterà a una riflessione su “Come possono i beni culturali contribuire allo sviluppo economico del territorio”; quello con Alberto Ferlenga "Città e memoria: come strumenti del progetto", organizzato in collaborazione con Made in Maarc e Ordine degli Architetti PCC di Como; quello con Daniele Chieffi, Alessandro Vanoni e Michele Vianello , esperti di social media, su "Brand journalism: saranno le aziende a fare informazione?"; quello con Stefano G. Bertani e il suo saggio “Il letterato Darwin. La scrittura dell’evoluzione”; quello sui temi di scuola dal 1900 al 2000, tratti da un archivio di oltre 1.000 quaderni del passato.
Allo spazio The Art Company di Como dal 16 giugno al 5 luglio, mostra “Sciur Capitan” con 19 disegni originali realizzati dal famoso disegnatore Claudio Villa, organizzata da Carlo Pozzoni.


Musica
Un festival culturale senza musica? No, infatti ci saranno appuntamenti speciali. Il giornalista ed esperto di musica rock Ezio Guaitamacchi presenterà con uno spettacolo di parole e musica il libro di Joel Selvin, da lui tradotto, "The Rolling Stones - Altamont", che narra di uno dei momenti più difficili della carriera dei Rolling Stones; a Luigi Tenco, a 50 anni dalla morte, sarà dedicato l’incontro con Aldo Colonna, che presenterà il libro da lui scritto sulla vita del cantautore,seguito da un omaggio musicale con Sulutumana Trio, Marco Belcastro, Vittorio Liberti e Alessio Brunialti; non poteva mancare anche un incontro dedicato a Bob Dylan, insignito del Premio Nobel per la Letteratura, con Alessandro Carrera, il traduttore e curatore dei tre volumi con i testi delle sue canzoni; all’opera-capolavoro “In C” di Terry Riley sarà invece dedicato l’incontro conFederico Capitoni, che lo ha analizzato e raccontato nel dettaglio.
Infine, due concerti: quello con l’arpista Vincenzo Zitello, che presenterà il suo ultimo cd "Métamorphose XII", e quello con il Potsdam Trio dal titolo intimamente legato a questa edizione di Parolario, "Il numero della proporzione", che chiuderà il festival.

Cinema
Ci saranno film in programma legati sia al tema dei numeri (“Giochi nell’acqua” di Peter Greenaway, "Due dollari al chilo" e "Meno 35" di Paolo Lipari) che della follia (“Spider” di David Cronenberg, “Il gabinetto del dottor Caligari” di Robert Wiene, "Ratataplan" di Maurizio Nichetti – proiettato al termine dell’incontro con il regista -, “Qualcuno volò sul nido del cuculo” di Milos Forman - omaggio all’ottantesimo compleanno di Jack Nicholson -, “Enrico IV” di Marco Bellocchio, “Harvey” di Henry Koster).
Al termine della serata con Ezio Guaitamacchi verrà inoltre proiettato "Gimme Shelter" il documentario di Albert Maysles, David Maysles e Charlotte Zwerin sul festival di Altamont del 1969 con i Rolling Stones raccontato nel libro presentato.

Laboratori
Non solo incontri e spettacoli: Parolario ha in programma anche laboratori, per sperimentare o mettersi alla prova con nuove attività.
Monique Hemsi, autrice del libro “Arm knitting”, terrà due laboratori su questa tecnica innovativa nata negli Stati Uniti che permette di realizzare capi in maglia usando esclusivamente le braccia senza uso di ferri, uncinetti o altri strumenti. Durante i laboratori i partecipanti conosceranno le tipologie e le caratteristiche dei filati più adatti per la lavorazione, impareranno la tecnica di base e, attraverso la metodologia “learning by doing” (imparare facendo), realizzeranno una borsa a rete in fettuccia.
Di scrittura creativa tratterà invece Andrea Di Gregorio, con un incontro-lezione per presentare la decima stagione dei corsi da lui tenuti, organizzati da Parolario in collaborazione con l’Associazione Comocuore, che prenderanno avvio da settembre 2017 con cadenza quindicinale.
Infine, un appuntamento con lo yoga, arricchito da letture a tema, insieme a Paola Fontana e Laura Verga di Studio Arvindaa Yoga di Como: "La forza preziosa del respiro: immergiti nella bellezza del momento presente”.

BambiniPotevano mancare i bambini? A loro saranno dedicati alcuni appuntamenti speciali come i laboratori di “Filosofia coi bambini”, riproposti dopo il successo della scorsa edizione, condotti da Ester Galli; un appuntamento con “Bambini maestri di filosofia”, curato da Manuela Moretti; i laboratori di Origami, l’arte tradizionale giapponese di piegare un foglio di carta in una forma tridimensionale, proposti dall’Associazione Miciscirube; la presentazione del libro illustrato “Clan McSquirrel”, e la mostra interattiva organizzata da Bellavite Editore ispirata a “E tu chi sei? L’Okapi”, libro illustrato per bambini che parla di integrazione e amicizia. E a questa storia di animali che parla degli uomini sarà ispirata anche una lettura animata per bambini e famiglie.

Ogni anno Parolario sostiene un ente benefico. Quest’anno sarà “ La Fattoria delle Coccole” di Appiano Gentile (CO): un nuovo modello di fattoria dove animali, come asinelli, pecore, mucche, maiali, capre, salvati da situazioni di maltrattamento o destinati alla macellazione, vivono per sempre cresciuti e coccolati come animali domestici.

Per ogni altra informazione in merito lasciamo il link del festival: http://parolario.it/

Non potete perderlo!!!

Per chi non lo sapesse ricordiamo che Parolario è organizzato dall’Associazione Culturale Parolario, fondata a Como nel 2002.
L’Associazione Culturale Parolario si occupa della promozione e dello sviluppo della cultura, della diffusione del libro e di tutte le iniziative che ad esse possono essere collegate. Organizza manifestazioni e occasioni d’incontro su temi e problematiche d’interesse pubblico e iniziative che si ispirano ai valori della cultura. Promuove mostre, esposizioni, corsi, conferenze, seminari, ricerche, principalmente nell’ambito della letteratura, ma anche dello spettacolo, della filosofia, della fotografia, del teatro e di ogni altra forma d’arte.

Una grande associazione fatta di grandi persone!! Un grande grazie a loro per il loro prezioso lavoro e il loro contributo alla città di Como!!! Chapeau!












martedì 6 giugno 2017

Jerry Fresia: paesaggi lariani in chiave impressionista



Dedichiamo un altro post all'arte...



Andiamo alla scoperta di artisti sul territorio lariano conoscendo Jerry Fresia, una americano innamorato del lago di Como che vive sul Lario con la bella moglie Conchitina da una decina d’anni, prima a Lenno e ora a Bellagio. La coppia ha una  galleria d'arte nella perla del lago di Como dove il turismo internazionale e gli appassionati d'arte di tutto il mondo, che ogni anno visita la cittadina, possono ammirare ed acquistare le opere di questo artista davvero capace. Fresia, in età giovanile, ha studiato pittura presso l’atelier di William Shultz ed ha conseguito un dottorato in Scienze politiche presso la University of Massachusetts. Grande uomo di cultura, ha insegnato in numerose università negli Stati Uniti e pubblicato testi che riguardano la pratica e l’estetica dell’impressionismo francese.


Jerry Fresia è un artista creativo e dotato. Un pittore capace di far vivere il paesaggio lariano sotto chiave impressionista. Un artista che apprezza la leggerezza, la delicatezza e la libertà espressa nei suoi dipinti attraverso colori tenui armoniosamente combinati. I suoi quadri sono piacevoli, leggeri, freschi e danno  piacere agli occhi e al cuore.  Jerry Fresia ha scoperto il suo talento per la pittura a 40 anni ed ha realizzato un sogno che ha coronato sul nostro bel lago. 



La sua meravigliosa galleria della sapore impressionistico francese è "nascosta" in una delle piccole e caratteristiche strade di Bellagio dove l'artista organizza anche corsi di pittura.

Per ogni informazione in merito vi lasciamo il link della galleria per entrare in contatto direttamente con il proprietario e ricevere ogni tipo di informazione http://www.fresia.com/

Se siete a Bellagio non potete non fermarvi a dare un'occhiata
F R E S I A

Via Roma, 20
22021 Bellagio (CO)
Italy

Apertura da Aprile a Ottobre


Jean Baptiste Camille Corot: uno dei più sensibili paesaggisti dell'Ottocento




Oggi parliamo di arte e più precisamente di Camille-Jean-Baptiste Corot conosciuto anche come Kamill Koro, Kamill Korot, Pere Corot, nato a Parigi il 17 luglio 1796 e figlio di un mercante di stoffa e di una modista, i quali prevedono per lui una vita dedicata al tessile. Dovettero cedere quando si trovarono di fronte al talento e all’interesse che il figlio mostrava verso  il disegno e la pittura e nel 1817  ed  lo appoggiarono per allestire uno studio nella loro casa a Ville-d'Avray .
In seguito si iscrive al laboratorio di Jean Victor Bertin, che lo introduce alla corrente neoclassica  e comincia a dedicarsi alla pittura all'aria aperta. Essendo benestante di famiglia Corot dipinge per passione e per soddisfare la sua sete di arte, senza preoccuparsi di dover incontrare il riscontro del pubblico, dei galleristi e dei mercanti.

Nel 1825 Corot intraprese un   lungo viaggio in alcune  città di alto interesse artistico considerato quasi d'obbligo allora per i paesaggisti (gran tour) ed ovviamente la prima meta fu l’Italia: il paese dove la sua maturazione artistica giunse a una svolta decisiva e dove eseguì più di  duecento disegni e oltre cento  dipinti in meno di tre anni. La bellezza del paesaggio italiano era una fonte continua di ispirazione e voglia di fare. 





In Italia ebbe l'opportunità di ammirare città come Roma e Tivoli, dove rimase senza fiato contemplandone il grande patrimonio artistico. Nel 1828 visitò Napoli e si accostò alla scuola di Posillipo, per poi fare a tappa a Venezia prima di rientrare in Francia . A catturare l'attenzione di Corot in Italia non vi fu solo la bellezza del territorio e le architetture, infatti il pittore rimase  colpito ed ammaliato anche dalla bellezza delle donne italiane. Fu una distrazione a cui fu difficile resistere, ma egli continuò a dedicarsi con la massima attenzione al suo operato artistico.

Tornò in Francia  e passò anni dedicandosi alla pittura. Nel 1829 si recò a Barbizon, una cittadina nei pressi della  foresta di Fontainebleau, per poterne ritrarre le bellezze naturali. L' anno successivo entrò in contatto con un gruppo di pittori appassionati di pittura all’aperto come lui : Théodore Rousseau, Constant Troyon, Jean Francois Millet, Charles Francois Daubigny e Paul Huet e fondarono insieme la scuola di Barbizon, apportando inconsapevolmente un profondo rinnovamento nello studio dal vero e nella pittura paesaggistica sia dell’epoca che odierna. Per Corot fu un periodo assai produttivo dal punto di vista artistico, ma durante l’esposizione dei suoi dipinti nelle varie occasioni pubbliche l'accoglienza del pubblico verso i suoi lavori non fu entusiasmante, una delusione che lo porterà a tornare nuovamente in Italia. 



Corot torna nel bel Paese nel 1834, soggiornando prima a Venezia e successivamente in Toscana apprezzandone la natura selvaggia e i colori suggestivi. Sulla strada del ritorno si fermò in Lombardia e rimase incantato dal lago di Como. In particolare apprezzava i colori e l’atmosfera del lago avvolto nella leggera foschia, una situazione visiva ed emozionale che cambierà ed influenzerà la sua arte in modo decisivo e positivo. Le leggere foschie che il pittore osservava sul lago di Como risvegliano in lui il gusto verso orizzonti e  paesaggi avvolti nella nebbia. La sua sosta in questo luogo magico cambiò totalmente il corso della sua carriera. Nonostante il precedente e scarso riscontro di pubblico verso le sue opere, trovò grazie ad altri dipinti un grande e famoso ammiratore: Charles Baudelaire che difese il suo pittore prediletto contro tutta l'opinione pubblica  e lo definì il capo della moderna scuola di paesaggio. Grazie al suo intervento,  Corot iniziò gradualmente a conquistare il favore della critica e del pubblico e consacrò la sua celebrità nel 1855 con l'Esposizione Universale quando Napoleone III comprò un suo quadro. Da quel momento in poi la sua carriera subì un’impennata inarrestabile. All'inizio del Novecento rivela al pubblico anche dei dipinti più personali e segreti rappresentati da «figure», suscitando anche l'entusiasmo dei cubisti.

Morì, infine, a Parigi il 22 febbraio 1875.


venerdì 26 maggio 2017

Shopping a Cernobbio: Il vintage di Lellé: creazioni sartoriali, abiti e accessori vintage



Oggi vi presentiamo una boutique davvero strepitosa per tutti gli amanti dello shopping, del lusso e degli articoli vintage ed introvabili: Il vintage di Lellé.

Il marchio Lellè nasce dal sogno di due stiliste napoletane, Alba Romano e Teresa Galvan unite dall’obiettivo di riuscire a coniugare tradizione e innovazione con la produzione sartoriale della scuola napoletana.



Un’attenta ricerca di tessuti italiani di alta qualità, lo stile unico volto alla rivisitazione di linee retrò, reinterpretate alla luce delle esigenze della donna di oggi, uniti ad una confezione eseguita secondo le più antiche tecniche sartoriali artigianali, fanno di Lellè espressione di indiscussa femminilità e eleganza all’insegna del più sapiente made in Italy.


Alba Romano inoltre affianca alla produzione Lellè una capsule collection di abiti dipinti a mano, opere d’arte da indossare.

Lo store si trova nel centro storico di Cernobbio e precisamente in Piazza Castello. Per ogni info vi lasciamo 

il link https://www.lelleofficial.com/dove-siamo/ dove troverete anche la possibilità di effettuare lo shopping on line.





La moda è quello che uno indossa. Fuori moda è quello che indossano gli altri.

Oscar Wilde


ATELIER LELLÈ

Piazza Castello, 4

(zona pedonale)

22012 Cernobbio Como Italy

Tel: +39 3335450547

albaromano@lelleofficial.com