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lunedì 21 maggio 2018

L'Eterno Istante - Giovanni Gastel - 26 maggio/17 giugno - Broletto - Como




Un evento da non perdere!!!
Giovanni Gastel sarà presto a Como con “L‘eterno istante. La mostra”, un grande evento curato da Maria Cristina Brandini e Franco Brenna, organizzata dall’Associazione culturale Caracol e dal Comune di Como. L’esposizione sarà un omaggio all’incredibile eleganza e al talento del maestro e si terrà al Broletto dal 26 maggio al 17 giugno 2018.
Finalmente Gastel, amato e stimato in tutta Italia e all’estero omaggia la nostra bella città con una mostra di 38 fotografie prestigiose scattate nel corso dei suoi 40 anni di professione. Saranno esposti alcuni ritratti appartenenti alla serie “Angeli caduti” insieme ad altri scatti particolari ed iconici. Per i visitatori ci saranno anche due incontri aperti al pubblico: lunedì 4 giugno alle 18 appuntamento con Giovanni Gastel, Enzo Pifferi e la famiglia Vasconi di Cernobbio. Durante la serata verranno proiettate fotografie dei tre artisti, un appuntamento imperdibile per gli amanti della fotografia. Il secondo incontro sarà mercoledì 6 giugno, sempre alle 18, dove Giovanni Gastel presenterà il suo libro inedito di poesie “Sono una pianta rampicante” e parlerà della sua attività di scrittore.


Giovanni Gastel nasce a Milano il 27 Dicembre 1955 da Giuseppe Gastel e Ida Visconti di Modrone. Negli anni Settanta inizia il suo percorso “fotografico” con ritratti, still-life, servizi di moda per bambini e foto per matrimoni. Dopo una lunga gavetta, nel 1981, incontra Carla Ghiglieri che lo avvicina al mondo della moda. Da questo momento inizia a lavorare con le riviste internazionali più prestigiose: “Vogue“, “Mondo Uomo“, “Donna“, “Elle“, “Vanity Fair“,” Amica“, “Glamour” e collabora con brand famosi come Dior, Trussardi, Krizia, Tod’s, Nina Ricci, Versace solo per citarne alcuni. Nel 1997 la Triennale di Milano gli dedica la prima personale curata da Germano Celant e nel 2002 riceve l’Oscar per la fotografia. Un grande maestro, un grande professionista e con un'eleganza e uno charme unico che si riflette nel suo lavoro.
Non potete mancare!!!!


L’Eterno Istante
26 Maggio al 17 Giugno 2018
INGRESSO LIBERO.


venerdì 11 maggio 2018

architAMORfosi - mostra personale di Matteo Galvano - 8/10 giugno - Villa Bernasconi - Cernobbio



architAMORfosi

MOSTRA PERSONALE dell’artista Matteo Galvano 
VILLA BERNASCONI Largo Campanini, 2 CERNOBBIO (CO)
VERNISSAGE: 8 GIUGNO dalle ore 20:30 - Ingresso Libero 

9-10 GIUGNO 
10:00 – 12:00
14:00 – 18:00



VILLA BERNASCONI eccoci tornati qui da Te...

Concepita come abitazione privata dell’ingegner Davide Bernasconi, per poi vederti, dopo qualche anno dalla sua morte, nelle mani di molti tra cui un Comando della Guardia di Finanza e diventare, negli anni a seguire, fruibile al Pubblico grazie all’acquisto da parte del Comune di Cernobbio che tutt’oggi tiene cura di ogni aspetto che ti riguardi.
Da poco hai aperto le tue porte al Pubblico in una Nuova Veste: ora sei MUSEO !
Coloro i quali hanno avuto l’opportunità di “VIVERTI” ed “ABITARTI” fino ad oggi, per la prima volta sentono la tua Voce nel percorso di visita. Specialmente i protagonisti degli eventi organizzati nelle tue Sale certamente si saranno domandati: “Chi sa cosa lei avrà pensato di Noi ?!”
Questo il pensiero che si è scatenato nell’artista Matteo Galvano, il quale ha scelto di Donare il tuo “ritratto” al Museo, in segno di Ringraziamento per la calorosa accoglienza in occasione di un progetto che l’ha visto partecipe nel 2014, “La Chiave Contemporanea del Liberty”, che ha portato curatrici ed artisti ad approfondire il tema del periodo storico in questione, con passione ed attenzione ad ogni dettaglio. Alle prime notizie riguardanti il Nuovo Utilizzo della Villa, l’artista Galvano insieme alla Curatrice (Dott.ssa Roberta Macchia) dell’evento sopra citato hanno ipotizzato la donazione dell’opera  che,
con approvazione della Responsabile Ufficio Cultura Claudia Taibez, ha trovato posto nel percorso di visita e da oggi segna il Respiro di una Contemporaneità nel Pieno Rispetto delle Stratificazioni del Passato.



Unitamente alla donazione nasce la proposta di realizzare una MOSTRA PERSONALE, volta a sintetizzare
in un unico ambiente ( la Torretta ) ed in un unico termine ( architAMORfosi ) sia il passato di questa affascinante Location sia il futuro dell’artista, il quale proporrà al pubblico per la prima volta la serie da cui è tratto il titolo dell’esposizione.
architAMORfosi nasce dall’esigenza dell’artista di non fermarsi a ciò che ognuno di noi è capace di vedere attraverso l’occhio umano, viaggiando, navigando in rete o semplicemente sfogliando le pagine di un libro. Matteo Galvano ama l’architettura e la interpreta a suo piacimento, come a voler riappropriarsi della città ideale. Ecco che, attraverso le sue più recenti opere, due città geograficamente distanti tra loro si fondono immaginando di vivere condividendo lo stesso spazio, utile a ottenere silenziosi momenti nel turbinio dei suoni urbani tradotti nel continuo ripetersi di tratti della sua biro. [immagine di una tra le opere, appartenenti alla serie, realizzate che ha girato l'Europa per due anni con l'evento JEUNE CREATION EUROPEENNE]




Perché proprio questo Titolo ? 

architAMORfosi richiama il termine Metamorfosi e quest’ultimo può essere l’estrema sintesi di quanto Villa Bernasconi fino ad oggi ha vissuto: più immediato il richiamo con le decorazioni esterne del baco da seta ricomposto ora come bruco ora come farfalla, più riflessivo il richiamo ai cambiamenti morfologici, fisiologici indicati nelle prime righe di questo testo, implicanti ogni volta un diverso rapporto con l’ambiente circostante.

TU, Gioiello del Liberty, ci hai accolto DUE VOLTE:

In veste di Location nel 2014

In veste di Museo OGGI

e di questo te ne saremo Sempre Grati.

MOSTRA E TESTO A CURA DI Dott.ssa Roberta Macchia PER INFO e DETTAGLI 348 9300343 - r.macchia87@gmail.com

evento in collaborazione con


eventi collaterali





mercoledì 9 maggio 2018

Alessandro Borghese: "4 ristoranti" sul lago di Como



Torniamo a parlare di personaggi famosi che visitano il lago, ed in questo periodo il più famoso  è sicuramente Alessandro Borghese. Dopo un tira e molla per poter girare il suo “4 Ristoranti” a Como, finalmente le riprese sono iniziate e l’affascinante chef sarà a Como fino all’11 maggio. Sorrisi, strette di mano, selfie, lo chef Alessandro Borghese non si è risparmiato... Amatissimo dalla gente soprattutto dalle signore… e non dite che non è così…

Tra un impegno e l’altro Borghese ha trovato il tempo di fare un giro con l’idrovolante ver visitare il nostro territorio dall'alto. Il famoso furgone è stato avvistato ad Argegno, a Cadenabbia e a Como…. Ci sarà anche un ristorante di Cernobbio??? I nomi dei locali sono top secret e anche se abbiamo avuto qualche soffiata non la scriveremo qui ci dispiace. I quattro ristoranti, che saranno protagonisti della puntata che andrà a giugno, sono segretissimi ovviamente. Il tema dominante sarà il pesce di lago e verranno valutati location, servizio, menù e conto. Alessandro Borghese potrà confermare o “ribaltare il risultato” con la sua votazione.

Alessandro Borghese nasce a San Francisco il 19 novembre 1976, figlio dell’attrice Barbara Bouchet e dell’imprenditore Luigi Borghese.
Dopo il diploma alla Rome International School di Roma si imbarca sulle navi da crociera, dove lavora come cuoco per tre anni.
Il lavoro lo porta a Londra, San Francisco e Parigi. Al suo rientro in Italia frequenta la scuola di sommelier. Torna a viaggiare per lavoro con  destinazione New York. Al suo ritorno in Italia lavora in diversi ristoranti a Milano e Roma. Ha una società, AB Il lusso della semplicità, dedicata al catering e banqueting per la realizzazione di eventi . Alessandro Borghere si occupa anche di consulenze nell'ambito della ristorazione e conduce numerosi programmi televisivi. Una vita piena di impegni che sembra lasciare poco spazio all’amore e invece lo chef è  sposato dal 2009 con Wilma Oliverio, e dalla loro unione sono nate due splendide bambine: Arizona e Alexandra.
Il programma 4 Ristoranti porterà sicuramente tanta visibilità alle nostre belle zone. Grazie a Sky, alla produzione, ad Alessandro Borghese, alla città di Como e a tutti coloro che hanno reso possibile questa visita sul Lario.  


martedì 8 maggio 2018

I Cavalli del Bisbino



Una nostra lettrice ha espresso la volontà di pubblicare un articolo per dare visibilità e spingere tutti ad aiutare e sostenere questa associazione, non lucrativa, il cui scopo è quello occuparsi in tutte della salvaguardia del branco dei Cavalli del Bisbino.
Tutto ebbe inizio nell’inverno del 2008 quando due gruppi di cavalli che vivevano liberi sul Monte Bisbino scesero nei villaggi di Sagno, in territorio Elvetico, e Rovenna alla ricerca disperata di cibo, poiché la montagna era ricoperta da troppa neve. Diversi anni prima il loro proprietario morì e i due branchi sopravvissero sulla montagna sfidando ogni genere di difficoltà. La discesa nei villaggi provocò molte lamentele e si profilò il pericolo che autorità insensibili sequestrassero gli animali per ridurli in cattività o peggio ancora per spedirli al macello. Alcuni proprietari del luogo fecero di tutto per allontanare gli animali dai pascoli con tentativi addirittura di eliminarli. Numerose associazioni e persone sensibili, svizzere e italiane, si mossero per salvarli cercando soluzioni pratiche indirizzate alla sopravvivenza e alla risoluzione dei conflitti sorti nei luoghi della loro presenza. Nel maggio 2010 i cavalli vennero spostati sul versante verso il Monte Generoso, una zona splendida, dove i pascoli sono ricchi e abbondanti. Si trattò della famosa transumanza che riunì un centinaio di volontari uniti dal desiderio di salvare questi meravigliosi cavalli.


Da allora i 24 cavalli del Bisbino appartengono ad un’associazione che porta il loro nome e che conta 400 membri. Il Comune di Lanzo ha messo a disposizione un grande terreno dove i cavalli trascorrono i mesi invernali foraggiati e accuditi dai volontari. In primavera vengono portati sui pascoli alti del Generoso e lì rimangono fino al tardo autunno. L’associazione si affida alla grande professionalità dell'etologo Francesco De Giorgio. La gestione dei cavalli si basa sui principi etologici ed etici dell'approccio zooantropologico. In opposizione a quello antropocentrico, in cui il cavallo deve produrre valore, essere sottomesso e rispondere adeguatamente alle aspettative umane, questo metodo invece mette al centro l'animale, la sua soggettività, la sua capacità espressiva e relazionale con i propri simili e con l'ambiente circostante. (testo dal sito Cavalli del Bisbino).

I cavalli sono di razza Avelignese che deve il proprio nome al paese di Avelegno, vicino a Bolzano. In tedesco paese è chiamato Hafling e il cavallo è quindi conosciuto anche con il nome Haflinger.

Questa razza si distingue per il suo mantello sauro, con coda e criniera chiare. All'inizio fu selezionato come animale da soma e lavori agricoli, negli anni sessanta e settanta venne allevato essenzialmente per la produzione di carne equina; tuttavia, alcuni esemplari trovarono impiego anche nelle scuole di equitazione. I nostri nuovi amici invece hanno la fortuna di essere liberi nel nostro territorio, accuditi ed amati da persone con un cuore grande!!! Quante persone meravigliose ci sono al mondo e i volontari di questa associazione sono davvero fantastici!!!! Un grande complimento a tutti loro!!! Giulia ha voluto fortemente che fosse pubblicato un articolo sul nostro blog, essendo seguitissimo, nella speranza che molte persone possano aiutare l'associazione.

Ogni anno il gruppo affronta numerosi problemi legati al mantenimento dei cavalli.
Un piccolo contributo potrebbe aiutare i volontari per comprare il fieno, per coprire le spese sanitarie e assicurative, per mantenere in ordine il terreno del recinto, oppure per rinnovare e riparare le strutture.


Non perdete tempo e visitate subito il sito http://cavallidelbisbino.com/



Chiedimi di mostrarti poesia in movimento, e ti mostrerò un cavallo.
(Ben Jonson)






lunedì 7 maggio 2018

Antonio Pedretti - Bianco Lombardo - Ex chiesa San Pietro in Atrio Como 25 aprile/20 maggio2018



La galleria MAG, sinonimo di cultura e arte a Como presenta, al pubblico lariano ed ai numerosi turisti presenti in città, un artista incredibile. Antonio Pedretti torna a Como presso la sede più conosciuta, bella e misteriosa della nostra città. San Pietro in Atrio si vestirà di "Bianco Lombardo", la mostra personale di Antonio Pedretti, un maestro di fama internazionale e caposcuola del genere paesaggistico contemporaneo ed informale.

*Antonio Pedretti nasce a Gavirate (VA) nel 1950, frequenta la Scuola di pittura del Castello Sforzesco e l’Accademia di Brera, abbandonata nel 1972 perché si sentiva distante dalle correnti artistiche dell’epoca, spazialismo e concettuale in primis, avendo nelle sue corde più intime, il bisogno di far emergere dai suoi dipinti, un’immagine che solletichi i ricordi delle persone e la necessità di evolvere la pittura invece di ucciderla.

A 16 anni la sua prima mostra personale alla galleria Ca’ Vegia di Varese, e ora dopo più di 50 anni di carriera, il suo curriculum può vantarsi di esposizioni e progetti artistici nei luoghi più celebri di tutto il mondo.

L’ex chiesa di San Pietro in Atrio, dalla sua origine è sempre stata un fulcro importante per la città, al centro del circuito dell’abituale passeggiata di comaschi e turisti, ha una storia incredibile quanto misteriosa, gli ultimi scavi, hanno fatto riemergere un lastrico paleocristiano risalente al V° sec. D.C. oggi visibile attraverso una pavimentazione trasparente, invece la struttura della Basilica è risalente all’XI° sec. I resti degli affreschi alle pareti, hanno la loro genesi nel romanico, fino ad arrivare al settecento. Nel XIX° sec. è stata sede della Prefettura e da circa quarant’anni un polo espositivo tra i più importanti del lago di Como. 



Per il Maestro Antonio Pedretti, il legame con il territorio è sapere, egli osserva e analizza in profondità l’essenza vitale della natura con i suoi cicli, metabolizza gli eventi atmosferici, comprende le pause e le energie dirompenti, la potenza della vita che nasce come la forza dell’attesa che la precede.

Tutto è scandito e ripetuto tale e quale nelle sue tele, l’energia dei suoi gesti, la profondità dei suoi graffi, la macerazione della materia e le violente spatolate incarnano perfettamente la rigenerazione della vita e il compiersi della genesi.

La tematica del Bianco lombardo, è una delle più iconiche del maestro il quale è sempre fedele a se stesso approfondendo l’analisi del paesaggio ed evolvendo la sua pittura, che è la vera protagonista di tutte le sue opere, la vera pittura, fatta di passione e di carattere, di immagine e di racconto, a volte solo celato che conduce il fruitore a ricordi primitivi e personali. Attraverso la sua tecnica informale, queste nuove 20 tele, tutte di grandi dimensioni, vogliono focalizzare l’attenzione del pubblico su tre aspetti fondamentali: La natura che è centrale alla vita, la tecnica pittorica e l’emozione della memoria.

Nella serie esclusiva di 10 opere verticali che vogliamo definire per soggetto, bianchi periferici, allestite come una serie di frame cinematografici una accanto all’altra, l’equilibrio di forze della natura è il filo conduttore, dove la morsa della neve scesa dall’alto, si contrappone alla forza ascensionale della rigenerazione della vita e degli alberi. La morsa della neve non è meno potente della forza della materia, dove la pittura è macerata, rigirata e impastata direttamente sulla tela, che si contrappone alla linearità della carta inserita come se fosse materia pittorica.

È periferico ciò che sta intorno a qualcosa di centrale, delle zone marginali, e talvolta viene usato anche come aggettivo negativo.
L’essere umano, soprattutto in occidente, ha ritenuto di essere al centro di questo concetto e dove ci sono più essere umani è di conseguenza il centro di tutto. Ma è giusto tutto questo? soprattutto è vero? In alcune filosofie orientali tra le più antiche e diffuse, è la natura il centro di tutto e l’uomo ne fa solo parte.

Il Maestro Pedretti ribalta tutto offrendoci quella che è la periferia della natura, i margini più incontaminati, proprio quei luoghi dove l’essere umano è meno presente e quindi più puri.

I guizzi di impasto, le colature, i graffi, i segni e le campiture in carta, sono le caratteristiche principali delle grandi opere dedicate e prodotte a Varigotti lo scorso anno e già presentate in una grande mostra istituzionale presso il Complesso monumentale di Santa Caterina a Finalborgo (SV) nel 2017; sono le note di un’armonia che descrivono con pienezza la vacuità del mare in inverno, la solitudine delle spiagge di Varigotti, dove la natura riprende il suo ruolo primario antecedentemente concesso all’uomo. (*testo Salvatore Marsiglione)




La mostra è curata da Salvatore Marsiglione, Direttore della galleria d'arte moderna e contemporanea MAG con sede a Como (IT) e Kyoto (JP).

Lasciamo il link per contattare direttamente la galleria MAG per informazioni http://www.marsiglioneartsgallery.com/wordpress/it/benvenuto/


Bianco Lombardo - Antonio Pedretti
ex chiesa di San Pietro in Atrio di via Odescalchi 3

dal 25 aprile al 20 maggio 2018

Ex chiesa San Pietro in Atrio, Via Odescalchi, 3 Como

dal martedì alla domenica dalle 10 alle 20