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martedì 25 ottobre 2016

I fantasmi del Lago di Como



Si avvicina la notte delle streghe, perciò vogliamo dedicare un post ai fantasmi del Lago di Como. In tutti luoghi ricchi di storia e che hanno visto il susseguirsi di epoche differenti esistono leggende e racconti che citano fantasmi, spettri ed apparizioni. Il nostro bellissimo lago è colmo di ville d’epoca meravigliose ed alcune hanno un passato molto misterioso… Inizieremo con un castello molto antico: il Castello di Vezio a Perledo. Già il suo nome Vezio che significa “vecchio” ci fa capire che stiamo parlando di una costruzione molto antica che risalirebbe al 195 a.C. In questa zona vivevano i galli, fino a che non furono annessi alla civiltà romana Grazie alla sua posizione dominante il castello di Vezio divenne un luogo difensivo di assoluta importanza. Nel 600 divenne dimora della regina longobarda Teodolinda, donna molto cattolica ed amata dalla chiesa.
La leggenda narra che questo luogo fu una delle sue ultime dimore e, sebbene morì e fu seppellita a Monza, si racconta che il suo spirito restò in queste mura e che nelle notti scure e senza luna lo si veda vagare per i corridoi e sulla torre del castello. Gli attuali gestori raccontano ancora oggi la storia e ne valorizzano l’importanza anche grazie a delle sculture di gesso e cartapesta che ricordano appunto un fantasma. Il castello si può visitare, non è molto grande ma gode di una vista che vi lascerà senza fiato. Inoltre ospita un centro di cura e addestramento per rapaci che permette al pubblico di conoscere, apprezzare e sostenere l’ antica arte della falconeria. Tornando ai fantasmi abbiamo cercato di raccogliere notizie dagli abitanti del posto ed un signore anziano molto simpatico ci ha confidato che suo nonno ricordava i racconti di molte persone risalenti soprattutto all’ottocento, quando il castello era di proprietà della famiglia Serbelloni, che sostenevano di aver visto una figura chiara esporsi dalla torre del castello in più occasioni durante le notti senza luna.



Ora passiamo ad una delle ville più famose del Lario… Stiamo parlando di Villa d’Este a Cernobbio. Oggi è un hotel a cinque stelle super lusso che ospita divi di Hollywood, politici, meeting e congressi di importanza internazionale, ma sappiate che nella villa si sono verificati anche fatti poco felici. L’origine del fantasma di villa d’Este nasce da un furto. La storia narra che negli anni 40 un ladro uccise una ricca signora per rubarle i gioielli e che arrivò a mozzarle le dita per recuperare i preziosi gingilli. La leggenda vuole che nelle notti di luna piena, la splendida figura della signora si aggiri per il parco alla ricerca dei suoi assassini per farsi restituire le dita mancanti. Anche in questo caso abbiamo chiesto a molti cernobbiesi e anche qui due o tre persone anziane ci hanno detto che qualcuno l’aveva vista. Uno di loro ci ha raccontato che un parente la vide aggirarsi all’interno delle rovine del castello presente nel parco dell’hotel e visibile anche dalla strada… Non contenta ed avendo molti contatti con clienti che visitano l’hotel da tempo immemorabile, sono andata ad indagare, ma non ho avuto molta fortuna. Nessuna traccia di avvistamento.. però devo dire che alcuni (che conoscevano la storia) mi hanno confidato che non amavano girare nel parco nelle notti di luna piena per paura di incontrarla .. Ci tengo a sottolineare che vivendo e lavorando da 40 anni a Cernobbio ho stabilito molti rapporti di amicizia e duraturi con tantissimi degli ospiti dell’albergo.. Giusto per far capire che non sono andata a dare fastidio agli ospiti in vacanza.Tuttavia una sera sono andata a cena a Villa d’Este… in una splendida notte estiva con tanto di luna piena ed ho gironzolato per il parco... Vi assicuro che questo luogo ha un fascino davvero unico! Capisco i turisti che adorano questo posto.. è davvero incredibile con o senza fantasma...



Restando a Cernobbio ho sentito parlare anche di una fantasma a Villa Erba, che farebbe le sue apparizioni sulla bellissima torre della villa antica, ma purtroppo non sono in molti a conoscere questa vicenda o meglio sono pochi quelli che ne conoscono i dettagli… Ho parlato con molti residenti da generazioni e molti lo hanno sentito nominare, ma nessuno mi ha saputo dare dettagli.

Stessa cosa vale anche per la villa che segue.. se dalla Riva di Cernobbio guardiamo verso l’altra sponda si vede la suggestiva Villa Troubetzkoy. Ora non so da dove nacquero questi racconti, ma ricordo che quando eravamo bambini ci dissero che la casa era stregata... storie misteriose legate ai fantasmi e c'era anche la versione con le bambole assassine... Forse era solo suggestione visto che la villa si presta benissimo al mistero grazie al suo aspetto decisamente originale. Inoltre era perennemente chiusa. Tute le finestre erano serrate. Ribadisco che non so chi creò questo mito di casa stregata.. ma ricordo che da bambini la osservavamo dalla piscina di Cernobbio con molto rispetto e un po’ di paura… e cercavamo di scorgere i cambiamenti soprattutto alle finestre.


Sempre in zona vi riproponiamo la storia della Bella Ghita e dell'avvistamento del fantasma di questa giovane fanciulla, che tornando da una visita ai parenti di Cernobbio sarebbe stata aggredita da un delinquente. Per sfuggire al suo aggressore lei si lanciò, lui la seguì e cadde  nel lago. La fanciulla invece si salvò restando impigliata tra gli alberi e i rovi grazie alle sue vesti. Nel 1946 venne riportata la notizia dell'avvistamento del fantasma di Ghita da un quotidiano locale con tanto di prove fotografiche di una leggiadra creatura bianca ondeggiante nei pressi del lago. A fine articolo vi ripubblicheremo il post. 

Andiamo  a Moltrasio dove, nella prima metà dell’ottocento, pare che una delle ville che costeggiano il lago fosse frequentata spesso dalla consorte del principe di Galles e dal suo amante. In una notte estiva uscirono in barca sul lago attratti dalla bellezza di quella limpida serata con una splendida luna piena… e si racconta che la barca non fece mai ritorno.. Venne ritrovata alcuni giorni dopo distrutta e senza traccia dei due innamorati. Molti sono i racconti che si tramandano da generazioni che affermano che nelle belle serate estive si sentano i lamenti di due persone, un uomo e una donna, provenire dal lago.

Ci spostiamo dall'altra parte del lago in zona Blevio perché a quanto pare qui risieda il fantasma di Giuditta Pasta. Giuditta Pasta era la prima donna del Teatro alla Scala ed amava ritirarsi a Blevio nei periodi di riposo. Bellissima la storia di Vincenzo Bellini, suo grande ammiratore che risiedeva a Moltrasio e che si recava in barca sotto le finestre della cantante, precisamente a Villa Roccabruna. Oggi questa villa ospita il resort di lusso Casta Diva, un luogo meraviglioso che rievoca tutta la magia di quell'epoca. Ad ogni modo sembra che il fantasma di questa donna eccezionale ami ancora il Lario e pare ancora lì e che sia stata avvistata in una villa vicina (non diciamo il nome) abitata dalla cantante Ivana Spagna. La cantante stessa ha affermato di aver visto il fantasma.



Proseguiamo in direzione nord per parlare di altri fantasmi : La Pliniana a Torno. Questa villa è magnifica credetemi. Avvicinarsi con la barca e guardare la sua maestosità dal lago è qualcosa di spettacolare, soprattutto in autunno con il cielo grigio e i colori della natura circostante che iniziavano a cambiare. Anni fa la villa era un po’ in decadenza e il fascino legato al mistero era decisamente amplificato. Oggi la villa ospita un residence di lusso. Comunque intorno a questo luogo aleggia ancora oggi la leggenda del fantasma che disturbava il suo primo proprietario, il governatore di Como Giovanni Anguissola, morto nel 1578. In modo particolare si racconta del fantasma del nobile Farnese, duca di Parma e di Piacenza che perseguitava il conte durante la notte con urla agghiaccianti, le stesse urla che lanciò quando fu assassinato da un delitto ideato proprio da Anguissola.
Il Conte era stremato da quest’incubo e una notte, sentendo il fantasma bussare al portone a lago, cercò di acchiapparlo, ma nell’atto di cattura scivolò nelle acque scure del Lario da dove si dice non sia mai più risalito. Nel 2013 dei sub, durante un’immersione di fronte alla villa ritrovarono una vecchia spada ossidata. Che fosse del conte??? Comunque ricordiamo anche un altro fatto ricco di fascino e mistero, quello della sorgente intermittente che sgorga da una roccia all'interno della villa e che fu visitata da Plinio e da Leonardo da Vinci, oggi nascosta e racchiusa dall'edificio. Inoltre c'è un altra bella storia: moltissima gente sostenne in passato di vedere fantasmi ebbene non erano pazzi ma non fu nulla di paranormale: il principe Enrico Belgioioso, era solito utilizzare la villa per i suoi incontri amorosi con Anna Berthier, principessa di Wagram e moglie del Duca di Plaisance. Ogni giorno, allo scoccare della mezzanotte, i due amanti si avvolgevano insieme in un lenzuolo bianco per tuffarsi dall'alto della loggia nel lago. La gente che viveva sulla sponda opposta pensò di vedere spiriti, ma erano le fughe teatrali dei due amanti.. 



Salendo a Nord e precisamente a Dongo si racconta di un’altra donna guerriera che ami attraversare il paese nelle notti di tempesta al galoppo. Come sempre abbiamo chiesto, soprattutto alle persone anziane e a coloro che abitano la zona da generazioni e una signora ci disse che sua nonna credeva a questa storia non perché avesse visto il fantasma, ma avrebbe udito più di una volta il rumore degli zoccoli di un cavallo sebbene non ci fosse nessuno sulla strada.

Spostiamoci a Como e parliamo del Castello di Baradello una delle opere architettoniche lasciate in Italia da Federico I . La cripta del maniero fu adibita a stanza delle torture soprattutto per quelli che erano accusati di stregoneria. Nel 1233 iniziò la lotta tra i Torriani e i Visconti e nel 1277, nella battaglia di Desio, i primi vengono sconfitti e Napo Torriani imprigionato ed appeso in una gabbia al Baradello, dove morì dopo 19 mesi di prigionia. Si narra che il suo fantasma si aggiri ancora agonizzante tra le mura della torre, così come anche quello di molti altri sventurati che vennero torturati e uccisi nella torre durante quegli anni. 


Ed ora lasciamo per concludere in bellezza proponiamo una villa davvero misteriosa anche se non è sul lago. Pensate che è una delle sette dimore abbandonate più infestate dai fantasmi non solo in Italia ma al mondo. E’ sicuramente più famosa negli USA che in qui, forse perché molti americani sono appassionati e affascinati dal paranormale. Stiamo parlando della spettrale Villa De Vecchi . Non so se crediate o no a queste cose, ma comunque questa casa fa già paura in foto :-). Questa dimora si trova in Valsassina, a Bindo, frazione di Cortenova (Lecco). Fu progettata dall’architetto Sidoli su commissione del Conte Felice De Vecchi, un grande patriota rinascimentale, capo della Guardia Nazionale dell’epoca a attivo nelle Cinque Giornate di Milano e all’ assedio di Gaeta nel 1861. I lavori di costruzione cominciarono nel 1854 e terminarono nell’estate del 1856.Parte della villa fu costruita con l’arenaria rossa, alla quale si deve uno dei suoi soprannomi: “La Casa Rossa” ed erano rossi erano anche i pavimenti, alcuni dettagli dei bellissimi affreschi che decoravano le pareti interne e i soffitti. Una dimora veramente insolita e molto spaziosa strutturata su cinque piani: c’erano infatti i sotterranei, adibiti a cantine, cucine e lavanderie. Al piano terra si trovavano invece le sale da pranzo e le stanze degli ospiti. Al primo piano c’erano le stanze padronali. Il secondo piano era usato per la servitù. E all’ultimo piano, nel progetto originale, doveva essere posizionato un osservatorio astronomico, che però non fu mai costruito. Vicino alla villa fu edificata anche la casa del custode, fatta costruire dal Conte attorno al 1860. Il conte De Vecchi era un appassionato estimatore dell’Oriente e della cultura mediorientale e questa passione è stata trasferita all’ architettura della casa ed presente ovunque negli archi del porticato, nel disegno delle finestre, nell’ intonaco esterno e nella cupola. Qui vi si trasferirono i custodi, la famiglia Negri. Tutt’intorno alla Villa fu creato poi un magnifico parco di 130 mila metri quadrati, con piante provenienti da tutto il mondo e venne costruita anche una fontana antistante la casa. Ebbene in questa dimora decadente e deturpata da vandali le testimonianze della presenza di fantasmi sono elevatissime e ci sono davvero moltissimi testimoni che affermano di aver sentito rumori, voci e suoni.
Qui abbiamo davvero un sacco di testimonianze. Dai racconti popolari è emerso che soprattutto durante le notti si odano voci e lamenti. Durante il solstizio d'estate si possa udire un lamento femminile molto chiaro proveniente dall'interno che probabilmente appartiene all'amante dello storico proprietario, che morì in questa casa. Inoltre si racconta che la villa fu luogo di numerose morti e di suicidi a cui le autorità non sono riuscite a dare una descrizione accurata .Oltre alle grida e ai lamenti sono moltissimi quelli che sostengono di aver sentito il suono di un pianoforte e nella villa è presente lo “scheletro” di questo strumento musicale. Ho conosciuto una persona che sostiene di averlo sentito bene e che si è pentito di non aver registrato un video con lo smartphone a conferma della propria teoria. Suggestione o no Villa De Vecchi è conosciuta in tutto il mondo e sinceramente ha un fascino terrificante. Però dispiace comunque vedere un edificio tanto bello che sta andando in rovina. La Casa Rossa è abbandonata, i muri esterni ricoperti di piante e quelli interni corrosi dall' umidità e purtroppo imbrattate da graffiti. La casa non è agibile ed è pericolante e non si può visitare. 




Per ora è tutto ma continueremo a cercare indizi su altre affascinanti e misteriose storie di fantasmi!!!
Buon halloween a tutti voi!!!






domenica 23 ottobre 2016

I-Cult Concept Store: una nuova shopping experience!


 


Oggi usciamo un pochino dai confini e segnaliamo un bellissimo atelier per gli amanti della moda a Como,  precisamente a Lurate Caccivio: I-CULT Concept Store.
I-CULT Concept Store è uno spazio in cui il cliente vive l’esplorazione e la scoperta di un’idea: l’approccio, la filosofia che l’ideatrice Sara Biondi; titolare di NewsEventicomo Relazioni Pubbliche Consulting ed editor di Lario Style Mag e Factory Style Mag; comunica grazie ad ambientazioni, scenografie, allestimenti, luci, colori e profumi.
I-CULT Concept Store non è una semplice esposizione di prodotti: trasmette uno stile preciso, un gusto, un’atmosfera.


I-CULT non è solo un negozio ma è anche una “filosofia di vita”. Un luogo dove il cliente vive una nuova “shopping experience” . Un’accurata selezione di brand italiani ed internazionali: dall’abbigliamento di ricerca agli accessori, dalla profumeria artistica ai libri, dai prodotti di design alla cosmetica, dall’ home fragrance ai bijoux in stampa 3D.

Ricerca, innovazione e contaminazione.
I-CULT è un’esperienza di esplorazione e di scoperta attraverso una pluralità di suggestioni provenienti, non solo dalla varietà di selezionati prodotti proposti ma anche dall’interior design studiato ad hoc con scenografie ed ambientazioni che cambieranno ogni mese, sviluppate da artigiani del territorio e rinomate realtà comasche.



Il Concept Store ha l’obiettivo di diventare un “hub della creatività”, un contenitore del lifestyle contemporaneo, che accoglierà mensilmente eventi, incontri e corsi che affronteranno il mondo della moda, del design, dell’arte e del food…all’insegna della contaminazione.

I-CULT Concept Store ospita le creazioni (illustrazioni e sketch) degli studenti del Liceo Artistico indirizzo Multimediale e indirizzo Fashion Design del Centro Studi Casnati di Como; moodboard con i trend Spring-Summer 2016 di NewAge, rinomato Studio di disegni di Como e le installazioni floreali del Garden Designer Matteo Bernasconi di VGreen Floral Philosophy di Cernobbio. 



Una sinergia tra note ed affermate realtà del territorio.I-CULT Concept Store…per vivere suggestioni ed emozioni



I-CULT Concept Store: una nuova shopping experience!


Via XX Settembre n°79 · 22075 Lurate Caccivio, Como
339.8582462
info@icultconceptstore.it

Per informazioni
Sito Web http://www.icultconceptstore.it/

La Corte di Zizi - appartamenti vacanza in centro a Cernobbio



Oggi presentiamo un altro bellissimo luogo dove poter trascorrere una vacanza in tutta  libertà ed esplorare il lago di Como soggiornando in centro a Cernobbio. La Corte di Zizi dispone di tre bellissimi appartamenti in pieno centro storico, che si affacciano direttamente su una deliziosa corte privata che offre agli ospiti la possibilità di concedersi un momento di relax o cenare all’aperto. 





L’ingresso è arricchito da piante ornamentali ed erbe aromatiche, che possono essere utilizzate anche in cucina e rendono la corte ancor più caratteristica, accogliente e profumata. Gli alloggi hanno un angolo cottura completamente attrezzato, una TV a schermo piatto, e nella maggior parte dei casi sono dotati di aria condizionata. Gli ospiti possono usufruire anche gratuitamente della zona lavanderia in comune. 



La struttura si trova vicino a vari negozi e ristoranti, a soli 250 metri dal molo dei traghetti e a 10 minuti d'auto da Como. In poche parole, non manca nulla per passare delle giornate spensierate sul nostro splendido lago!!

Visitando il sito internet della Corte di Zizi potrete ottenere tutte le informazioni che cercate e vedere tutte le foto degli appartamenti. 


La corte di Zizi di Dotti Alessandra
via Cavallotti, 13
22012 Cernobbio CO – Italia

venerdì 21 ottobre 2016

Ristorante "Tigli in Theoria " - qualità ed eleganza a due passi dal lago...



Per trascorrere una piacevole serata in centro a Como, in un luogo dove alta cucina, arte e storia si incontrano. Il ristorante Tigli in Theoria vi aspetta. Il ristorante è situato nel magnifico “Palazzetto del Vescovo”: un edificio storico della città di Como, fatto costruire, come pertinenza della casa vescovile, da Branda Castiglioni eletto Vescovo della città nel lontano 1466. Un ambiente elegante, accogliente e suggestivo con sale distinte e spazi riservati in grado di ricevere ospiti ed eventi. Il ristorante dispone anche di un giardino particolarmente gradito dagli ospiti nelle belle serate d’estate.

La sede della residenza vescovile di Como, fu edificata come struttura difensiva nell’area a nord della Cattedrale, verso il lago, dal vescovo Alberico, a partire dal 1013, contestualmente al trasferimento della sede della Cattedrale dall’antica Santa Eufemia (l’attuale San Fedele) a Santa Maria Maggiore (l’attuale Duomo).




Nella seconda metà del XV secolo, il vescovo Branda Castiglioni, durante il suo ventennale episcopato a Como, per rendere la sua residenza più nobile e funzionale, ampliò la sede episcopale con l’aggiunta di un palazzetto come collegamento alla darsena del lago, punto di approdo e rimessa della propria imbarcazione. Il piano terra, porticato con cinque arcate sostenute da colonne e capitelli, e il primo piano, con finestre ad arco acuto e cornici in cotto a doppio smusso, fronteggiavano un giardino verdeggiante che conteneva un frutteto e vialetti per raggiungere il lago. L’edificio venne sviluppato ortogonale alla strada (oggi via Bianchi Giovini) e allo specchio d’acqua e si estendeva nel luogo di congiunzione tra la contrada Prato dei Liocchi (oggi piazza Roma) e il porto commerciale cittadino (oggi Piazza Cavour).

La costruzione, contrassegnata da un corpo semplice, ampliato su due livelli con le aperture rivolte verso est, conserva ancora oggi alcune caratteristiche originarie, nonostante l’edificio sia stato sottoposto a diverse ricostruzioni, compressa la realizzazione di un sovrappasso, per mettere in comunicazione il palazzetto con l’edificio vescovile principale. Nel 1992 il palazzetto venne frazionato per ricavare tre unità immobiliari.



A partire dalla fine del 2002, al fine di recuperare l’originale integrità della palazzina e ridarle l’iniziale funzione residenziale, è stato affrontato un restauro di ripristino grazie alla perspicace e brillante iniziativa dell’imprenditore Giovanni Maspero. Acquistando il palazzetto del vescovo Branda Castiglioni, questo grande imprenditore, oltre ad assumersi l’onere del recupero urbanistico di un’area importante per il centro storico di Como. Il Signor Maspero ha conferito una nuova vitalità ospitando la preminenza della cultura ristorativa, collegandola proficuamente a quella artistica, attività che sono coordinate dalla società Theoria. La ristrutturazione è stata eseguita nel rispetto della sua integrità architettonica.

La volontà è stata quella di restituire al palazzo il suo aspetto più autentico restaurando e ripristinando tutti i singoli elementi costruttivi, come travature lignee, pavimenti in pietra e consolidando e ricostituendo murature e intonaci, ma anche integrando e celando sofisticate dotazioni impiantistiche per renderlo rispondente alle necessità della vita contemporanea. Oggi rimangono diversi elementi ornamentali ben distinti della casata dei Castiglioni, un soffitto ligneo a cassettoni decorato, il pavimento in pietra nell’atrio, gli archi e le cornici delle finestre in cotto. Un’opera davvero magistrale. Alla guida del ristorante c’è uno chef stellato: Franco Caffara . Lo chef inizia la sua carriera partendo dai gradini più bassi facendo l’ apprendista nel prestigioso ristorante “il Salumaio di Montenapoleone” in via Santo Spirito a Milano. La sua dedizione si trasforma in talento per la cucina e conquista, in breve tempo, la divisa di cuoco affrontando l’avventura culinaria a fianco dello chef Lino Bonardi, che gli insegna i segreti dell’alta ristorazione. La sua crescita professionale si conferma come riscatto e soddisfazioni per la sua famiglia e, nel contempo, con il progetto affidatogli di aprire a Tokyo due ristoranti con il famoso marchio del Salumaio. In Giappone, Franco non lascia nulla al caso, affina tecnica e capacità, assimilando i pregi della cucina locale, che gli consente nuovi accostamenti e metodologie.



Nel 1995 ritorna in italia per affrontare in proprio – con il sostegno di tutta la sua famiglia – l’apertura di un suo ristorante a Cirimido, un piccolo paese in provincia di Como, lungo un viale alberato solo di “Tigli”, dai quali prenderà il nome. Nel 2004 si trasferisce nella città di Como, sulle rive del lago, dove apre il ristorante “i Tigli al lago”. Arrivano i primi riconoscimenti delle guide gastronomiche italiane e, nel 2012, si avvera il sogno dell’ambita Stella Michelin.

Nel 2014, accoglie la grande opportunità offertagli da Giovanni Maspero di portare la sua esperienza al Tigli in Theoria. Lo chef Franco Caffara, propone una cucina ricca ed in continua evoluzione dove il rispetto per la tradizione e modernità si incontrano. Il ristorante si distingue anche per la professionalità del personale.

Per informazioni e prenotazioni visitate il sito: http://www.theoriagallery.it
THEORIA Srl - Via Bianchi Giovini, 41 - Como (CO) - Tel. +39 031 305272 / +39 031 301334

giovedì 20 ottobre 2016

TO WEAVE DREAMS – tessere sogni – dal 1 ottobre al 20 novembre 2016



TO WEAVE DREAMS – tessere sogni – dal 1 ottobre al 20 novembre 2016

La 26° edizione di MINIARTEXTIL, rassegna internazionale di fiber art contemporanea, è dedicata al tema TESSERE SOGNI che si svolgerà da sabato 1 ottobre fino al 20 novembre 2016 nella Ex Chiesa di San Francesco a Como (Largo Spallino 1) e Villa Bernasconi aCernobbio (Via regina 7).

Oltre 70 artisti internazionali racconteranno il proprio sogno attraverso opere realizzate con le tecniche o i materiali tipici della tessitura. La mostra resterà aperta sino a domenica 20 novembre secondo i seguenti orari:

da martedì a domenica dalle ore 11.00 alle ore 19.00
lunedì chiuso
PREZZI

Biglietti a 7 euro.

Ingresso ridotto a 5 euro (over 65, studenti fino 18 anni, accompagnatori di disabili, gruppi superiori alle 15 persone, soci Touring, Fai, titolari di card Parolrio e Feltrinelli, abbonati del Teatro San Teodoro di Cantù).

Ingresso gratuito per i bambini fino a 10 anni, disabili e giornalisti con tesserino.
Per informazioni


Telefono: 031307118
FAX: 031307118
Email: artearte@miniartextil.it
Sito Web: http://www.miniartextil.it


domenica 9 ottobre 2016

Matteo Galvano - architAMORfosi -



Un artista davvero eccezionale, indipendentemente dal vostro gusto estetico o dal vostro concetto di arte. Matteo Galvano torna a stupire il pubblico con il progetto architAMORfosi: magnifici scorci urbani che si fondono, si intrecciano ad altre architetture creando qualcosa di assolutamente nuovo e all’avanguardia. Il grande talento di Matteo Galvano è indiscutibile e la sua esecuzione rigorosamente a mano libera con la sua fedele penna a biro lascia letteralmente senza fiato.

Le opere di Matteo Galvano stanno facendo il giro d’Europa con la Biennale d’arte contemporanea JCE e stanno riscuotendo moltissimo successo.
Con il progetto architAMORfosi l’artista propone una sorta di “città ideale” con l'obiettivo di unire due luoghi geograficamente distanti, per far vivere nello spettatore molteplici emozioni allo stesso tempo. I tratti continui e ripetitivi della penna di Galvano ci donano paesaggi che offrono uno spunto riflessione silenziosa che si unisce al turbinio e al caos dei suoni urbani. Due visioni contrastanti unite in modo meraviglioso ed unico. Vi proponiamo alcune opere del progetto ed in particolare un capolavoro assoluto che vi presentiamo con il testo critico della bravissima Roberta Macchia, critica d’arte ed organizzatrice di eventi:


Torre del Filarete(Milano),Tower Bridge(Londra) e Hearst Tower(NewYork)/ penna biro nera su carta cotone/80x180 cm.



Testo critico: Roberta Macchia

In quest'opera sono TRE gli elementi architettonici di grande spicco e rilievo sia a livello storico sia strutturale.
In ognuno di essi é importante notare la ricorrenza della parola "Tower-Torre" che ha particolarmente affascinato l'artista in quanto da sempre considerata simbolo di FORZA e COSTANZA.
Lo studio sulla fusione dei 3 elementi mira al raggiungimento di un melodioso dialogo tra "vecchio" e "nuovo".È proprio questo il concetto primario voluto per la costruzione di HEARST TOWER che, a distanza di circa 70 anni,si è ultimato in un perfetto connubio grazie al progetto dell'architetto Norman Foster.
Argomento da non trascurare per quest'opera è anche il restauro attraverso il quale la cultura del passato trova continuità nel presente proprio come avviene per la TORRE DEL FILARETE con gli interventi di Luca Beltrami ,al quale andò il merito di aver salvato il Castello Sforzesco dando ad esso nuova vita e rendendolo più piacevole agli occhi dei Milanesi che fino a quel momento lo consideravano unicamente fortezza degli Austriaci.
Il tutto è unito dal Ponte Mobile sul fiume Tamigi(TOWER BRIDGE) simbolo di importanti attraversamenti e legami infiniti.Esso si apre solo e soltanto grazie alle DUE Torri capaci di sostenerne INSIEME il meccanismo di sollevamento. Qui, così come nella vita di ogni coppia, solo insieme "i due Perni" consentono i movimenti più Rapidi e Precisi.

ALTRE OPERE




Potete seguire e contattare l'artista;







martedì 4 ottobre 2016

miti e leggende: Il mostro del Lago di Como

Amici quanti di voi sono attratti da mostri, leggende e racconti misteriosi ?  Ebbene sappiate che anche intorno al nostro bellissimo lago si cela una leggenda...
Se pensiamo a mostri lacustri è inevitabile focalizzarsi sul mostro di Lochness ovviamente, ma anche il lago di Como nasconde un segreto da molti anni.. Molte persone dichiarano di essere stati testimoni di  avvistamenti di una creatura enorme e molto particolare... Il nostro lago non affascina solo per la sua bellezza e non si può totalmente escludere la presenza di una creatura nel Lario, poiché è davvero molto profondo, ricco di grotte e possibili nascondigli per noi quasi irraggiungibili. A quanto pare il primo avvistamento del mostro del Lario alias Larrie risale al 1946 esattamente 70 anni fa e come accade in ogni leggenda che si rispetti ci sono moltissime descrizioni diverse dell'essere sconosciuto... Enorme lungo 10 metri o decisamente più piccolo e con una forma completamente differente. Con muso lungo, corto, pinne, coda e chi più ne ha più ne metta.. Ad ogni modo qualcosa di vero ci deve essere per forza. Il primo avvistamento fu in alto lago nelle acque del Pian di Spagna e da allora le apparizioni si susseguirono frequentemente,  forse mosse anche da suggestione popolare. Nel 1954 fu avvistato uno strano animale vicino ad Argegno con il muso pronunciato, la parte posteriore del corpo arrotondata e le zampe palmate. In questo caso la bestiola era piccina, ma  decisamente inusuale.. Uno degli episodi più curiosi accadde nel 1957  a Dongo dove venne avvistato un animale enorme da più di un testimone. La gente era così sicura e preoccupata che  successivamente fu effettuata una spedizione di biologi i quali confermarono di aver visto uno strano animale con la testa allungata e corpo affusolato, ma di non aver capito di cosa si trattasse... Altri avvistamenti sono stati registrati nel corso degli anni e uno degli ultimi risale al 2003. Cosa avranno visto? C’è davvero una creatura mostruosa nel lago? E’ bene sapere che nel lario possono vivere dei pesci che possono raggiungere delle dimensioni inquietanti come le carpe ad esempio, che possono essere confuse con qualcosa di meno comune, oppure qualche animale esotico magari scappato da un privato   che possa aver trovato ristoro nelle acque del lago. Chi può dirlo… Aspettiamo con altre segnalazioni ed avvistamenti. Riguardo a Larrie alcuni esperti sostengono che potrebbe trattarsi di un lariosauro, una creatura realmente esistita, un rettile acquatico vissuto più di 200 milioni di anni fa. I suoi resti fossili sono stati ritrovati in tutta Europa e non ci crederete, ma uno dei primi esemplari di fossile fu scoperto proprio sul nostro lago, a Perledo, nella prima metà dell’ottocento. Questo contribuisce ad alimentare la credenza popolare sul nostro possibile “mostro” e ci piace dire che il bello delle leggende è che a volte sono vere…